(Red) – Un’assise convocata dalla Presidenza del Consiglio che, in dispregio di quanto rappresentato dall’opposizione nel corso della canonica riunione della “Capigruppo istituzionale”, ha avvelenato i rapporti tra le forze politiche, sia all’interno della stessa coalizione di governo che nell’area del CDX stabiese, stabilendo altresì, attraverso una “tracotante” decisione unilateralmente assunta, di convocare l’assemblea senza tener conto delle esigenze delle altre forze politiche che avevano chiesto di differire l’assemblea ad una data diversa in quanto non avrebbero potuto garantire la propria presenza in aula per quel giorno. A fronte di tanto, nonostante il Presidente del Consiglio ne avesse contezza, lo sgarbo “Istituzionale” è stato consumato in virtù dell’arroganza che contraddistingue chi è preposto, per ruolo, a diramare la convocazione del Consiglio Comunale. Infatti, a seguito di questo affronto politico, ben tre forze politiche della minoranza hanno redatto e diramato il seguente comunicato: “Nel Consiglio Comunale del 31 marzo si è consumata una pagina preoccupante per la vita amministrativa e finanziaria dell’Ente. È doveroso, innanzitutto, fare chiarezza sul quadro politico: oggi in consiglio esiste un’opposizione. L’opposizione vera – coerente con il proprio ruolo e con il rispetto delle regole democratiche. Nonostante l’esplicita richiesta formale di rinviare la seduta per l’indisponibilità già comunicata dai consiglieri di opposizione, la maggioranza ha ignorato ogni segnale e ha forzato la convocazione per il 31 marzo, alimentando la frattura e dimostrando ancora una volta di non essere in grado di garantire un confronto trasparente e rispettoso.
Al centro del consiglio c’era la delibera con cui l’amministrazione intende ricorrere eventualmente a fondi comunali per un importo di 15 milioni di euro per il programma di rigenerazione urbana del rione Savorito, nel caso – sempre più concreto – di perdita del finanziamento Pnrr per il mancato rispetto delle scadenze.
Il provvedimento approvato dalla giunta e portato in consiglio solleva molteplici perplessità sia sotto il profilo tecnico che politico. Innanzitutto, il progetto presenta evidenti lacune: la validazione e la successiva approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica sono avvenute nonostante le numerose criticità rilevate, in particolare quelle relative ai sottoservizi e ai vincoli urbanistici, evidenziate già in sede di conferenza dei servizi. Le prescrizioni di merito sono state rinviate alla progettazione esecutiva, ma senza una reale garanzia di risoluzione.
A ciò si aggiunge un passaggio ancora più delicato: la giunta ha portato in aula un provvedimento senza la certezza della copertura finanziaria, pur andando avanti con l’affidamento della gara. Un atto potenzialmente lesivo per l’ente, che espone l’amministrazione a riserve e contenziosi da parte dell’impresa affidataria, che – a contratto firmato – si troverebbe a operare in assenza di certezze sulle fonti di finanziamento.
Emblematico il comportamento del responsabile del settore economico-finanziario, il quale prima esprime un parere favorevole e subito dopo lo condiziona a una lunga serie di prescrizioni, che annullano di fatto la portata del parere stesso. In ambito amministrativo, un parere contabile o è favorevole o non lo è: quello espresso è un evidente tentativo di deresponsabilizzazione, in una situazione di caos procedurale.
Ma c’è di più: nel corpo della delibera si arriva al paradosso amministrativo di autorizzare gli uffici a sottoscrivere un atto con l’impresa che renda efficace il contratto e avvii i lavori indipendentemente dall’esistenza di un finanziamento certo. Significa, in sostanza, che l’ente dovrebbe impegnarsi contrattualmente senza sapere come e con quali fondi pagherà le opere.
Tutto questo rende la delibera un atto estremamente pericoloso per l’equilibrio finanziario dell’ente e una chiara dimostrazione dell’incapacità politica di una giunta che ha smarrito la bussola. Il tentativo di coinvolgere il consiglio comunale in responsabilità che derivano dall’inadeguatezza dell’esecutivo è non solo scorretto, ma anche offensivo dell’intelligenza di chi ha a cuore il destino della città.
In questa vicenda, l’opposizione ha scelto con chiarezza da che parte stare: dalla parte della trasparenza, della correttezza istituzionale e della responsabilità vera.Ora più che mai, occorre che cittadini e organi di controllo aprano gli occhi su un modo di amministrare che, oltre a essere poco rispettoso delle regole, mette a rischio le risorse e il futuro della città”. Un documento, sottoscritto da Forza Italia, Stabia Unica e Progetto Stabia, che evidenzia le ragioni amministrative che espongono l’amministrazione della città a probabili e pesanti ripercussioni economiche che potrebbero ricadere in capo agli stabiesi; considerata l’incapacità amministrativa della Commissione Straordinaria ad ottemperare l’iter burocratico necessario per garantire una corretta gestione del progetto e che, al contrario, ha lasciato trascorrere “inerte” troppo tempo per assumere decisioni indispensabili al fine di salvaguardare i fondi così faticosamente recuperati proprio da quella “bistrattata” Amministrazione di CDX disciolta, “per presunte infiltrazioni camorristiche”, con accuse che a tutt’oggi attraverso diversi gradi di giudizio si sono dimostrate vuote, inconcludenti e pregne solo di un manifesto odio politico che ha “bollato e infamato”, ingiustamente, gli stabiesi prima che gli ex-Amministratori. Un Consiglio Comunale che ha segnato, evidentemente, una svolta decisiva, preso atto che attraverso chiari segnali di “corteggiamento”, lanciati da un consigliere della minoranza presente in aula, ha lasciato capire di essere pronto per “transumare” tra le fila del CSX. Inoltre, bisogna registrare anche il pressing politico di Italia Viva, oggi nel CDX stabiese, che aspira a ritornare tra le fila del CSX, proprio in prossimità delle imminenti elezioni regionali, previe le opportune garanzie politiche che dovrebbero assicurare, al rappresentante locale di questa formazione, la visibilità di un posto in giunta nel rimpasto già da tempo programmato. Una minoranza che probabilmente, e sarebbe arrivato anche il momento, si appresta a diventare opposizione considerato che molto poco, e gli atti prodotti in Consiglio lo testimoniano, è stato fatto a tutt’oggi a tutela dei cittadini stabiesi.
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