(di Giovanni Storti) – La dinasty De Luca si scaglia contro l’inchiesta che sta facendo tremare imprenditoria e politica italiana e campana in particolare: si parla di terrorismo mediatico, di vergognose provocazioni. Eppure ciò che è certo è che uno dei protagonisti del secondo video di Fanpage, ovvero Roberto De Luca, secondogenito del governatore della Regione Campania Vincenzo, si è dimesso da assessore del Comune di Salerno. Era assessore al Bilancio Roberto, e in molti non hanno proprio capito perché dovesse occuparsi lui dello smaltimento delle ecoballe che con la Regione ufficialmente non c’entra proprio nulla, a parte essere figlio del “governatorissimo”. Dunque, Roberto De Luca si è dimesso così: “Non intendo offrire alibi a nessuno, né pretesti per operazioni di aggressione politica. Ma è chiaro a tutti che è stata messa in piedi, con l’ingaggio addirittura di ex camorristi, una provocazione vergognosa per inquinare e condizionare la campagna elettorale. Una vicenda oscura”. Di oscuro c’è molto, è vero, va concesso a Bob De Luca, ma certamente un po’ di chiarezza potrebbe farla proprio lui. E invece no. Invece capita che poche ore dopo durante la presentazione dei candidati del Partito Democratico alla Camera (dov’è presente Piero De Luca, primogenito di Vincenzo) addirittura si aggredisce la giornalista della testata che ha pubblicato l’inchiesta che cercava di intervistare Bob. Nulla da fare, il tonfo è ancor più pesante. La cattiva gestione di questa emergenza, più che l’aggressione mediatica stessa se così si può definire un lavoro giornalistico all’avanguardia, sta facendo colare a picco il Pd. Peccato per la dinasty De Luca. Poteva essere proprio tutt’altra bella storia. E invece puzza proprio come le ecoballe.







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